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Coronavirus, De Luca: “Cercheremo di fare i tamponi a chi arriva dal Nord”

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Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, in un’informativa sul Coronavirus in Consiglio Regionale, ha affermato:

Il 4 maggio cercheremo di fare uno sforzo perchè le persone che vengono da altre Regioni vengano segnalate e, compatibilmente con il programma di screening, cercheremo di fare i tamponi a chi arriva.

Da Ferrovie dello Stato arriva la notizia che i treni in partenza dal Nord sono tutti occupati. Si prevede un arrivo massiccio da territori extra regionali.

Noi manterremo le nostre disposizioni in vigore, che saranno rinnovate. Ho chiesto al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ci siano controlli alle stazioni come fatto a Pasqua.

Le ordinanze regionali prevedono la quarantena obbligatoria per chi rientra dal Nord ma si valuta l’ipotesi di ridurre i tempi di isolamento, ad oggi di 15 giorni.

Abbiamo il controllo del 90% dei possibili focolai di contagio e questo ci consente di impostare con la massima serenità possibile anche le iniziative relative alle decisioni da prendere per il rilancio delle attività economiche, o comunque di quelle iniziative che comportano assembramenti e mobilitazioni di migliaia di persone, quindi rischi potenzialmente moltiplicati in relazione alla diffusione del contagio. 

Bisogna fare uno screening estremamente attento sulle case di riposo. Dobbiamo mettere in conto anche l’aumento di qualche positivo, ma questo lavoro va fatto se vogliamo sconfiggere il virus ed entrare in serenità nella Fase 2.

Se ci sono casi ancora non rilevati di positivi nelle case per anziani dobbiamo portarli alla luce, perché questo ci aiuta a ricostruire i contatti con i familiari e con il personale sanitario e ci permette di evitare possibili focolai. E’ anche un fatto di civiltà, questa strage di persone anziane ha colpito la sensibilità di tutti noi ed è intollerabile in un paese civile. 

Mi sono arrivate immagini di una ventina di rider davanti a una rosticceria di via Cilea a Napoli, un assembramento di una trentina di persone per trasportare il cibo a casa.

Non saranno modificati gli orari in cui è consentito il food delivery perché non si cena all’ora del tè e dei pasticcini ma in un orario definito da sempre. Si ha però il dovere di evitare assembramenti ed è un dovere che hanno gli esercizi commerciali. Noi non possiamo mettere le sentinelle davanti a ogni negozio, servono responsabilità e controlli“.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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