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CAIVANO. Fondo consortile di solidarietà: risorse del Consorzio Csa Asi e donazioni degli imprenditori

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Al via il Fondo consortile di solidarietà, con risorse del Consorzio e donazioni degli imprenditori per aiutare le famiglie di Caivano più bisognose durante questo periodo di emergenza sanitaria

Caivano – Il Coronavirus non è solo più un’ emergenza sanitaria, ma anche e soprattutto un’ emergenza alimentare. Proprio per questo il Consorzio Csa Asi di Caivano ha istituito ufficialmente il Fondo consortile di solidarietà, con risorse proprie e donazioni degli imprenditori.

L’obiettivo è quello di assicurare una forma di sostegno concreto, attraverso buoni spesa, da destinare alle famiglie bisognose della città.

Trasparenza e rapidità: sono queste le priorità del Consorzio, affinché il contributo destinato sia efficace e mirato, visto che numerosi nuclei familiari manifestano, già da tempo, evidenti segnali di difficoltà.

A tal fine è stata istaurata una proficua collaborazione con le parrocchie cittadine, con il ruolo di raccordo svolto da don Peppino Esposito, quale rappresentante locale della Caritas. Chi più delle realtà parrocchiali, infatti, conoscono il tessuto sociale cittadino.

Al tempo stesso, è stata stipulata una convenzione con la catena di supermercati “MD” che permetterà di semplificare le modalità di erogazione dell’aiuto e di ottenere un maggior beneficio per le famiglie anche perché i supermercati MD, in questo periodo emergenziale, applicheranno degli sconti particolari.

L’intervento solidale si svilupperà attraverso la distribuzione proporzionale alle sette parrocchie di Caivano, a partire già da questa settimana, di 700 buoni spesa che potranno essere consegnati alle famiglie più bisognose per acquistare beni di prima necessità, presso il punto vendita MD di Caivano.

In questo modo si assicurerà un sostegno, lontano da ogni tipo di strumentalizzazione, oltre che immediato, visto che anche l’annunciato contributo del governo attraverso i comuni, occorrerà di tempi tecnici di istruttoria, prima di essere concretamente fruibile dagli aventi diritto. Non solo, attraverso la collaborazione con le parrocchie, si avrà la garanzia che l’aiuto arrivi alle famiglie effettivamente bisognose.

In questo momento così drammatico, prendersi cura, ciascuno dell’altro, rappresenta l’unica strada per uscire da questo tunnel.

Anche il Consorzio, ha voluto così testimoniare la vicinanza a chi è in difficoltà, affinché si alimenti la rete delle iniziative solidali e nessuno venga lasciato solo.

Le donazioni solidali da parte degli imprenditori potranno essere conferite esclusivamente tramite bonifico bancario al seguente IBAN IT78F0306939783100000004423 indicando come causale versamento fondo di solidarietà per emergenza Covid -19

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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