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SOMMA VESUVIANA. Allocca all’attacco sullo staff del sindaco: “Costa 100mila euro ed è formato da parenti e amici”

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Somma Vesuviana, Allocca all’attacco sullo staff del sindaco: “Costa 100mila euro ed è formato da parenti e amici”

Lo staff del sindaco di Somma Vesuviana costa al Comune – e quindi ai cittadini – quasi centomila euro all’anno. Il primo cittadino impiega 6 persone, una delle quali è la moglie e altre due sono ex candidate in liste a suo supporto: siamo dinanzi ad uno spreco di denaro pubblico inaccettabile”.

Così Celestino Allocca, già candidato sindaco a Somma Vesuviana e componente del gruppo consiliare “Somma Futura” attacca l’amministrazione comunale sullo staff del sindaco Salvatore Di Sarno.

Continua Allocca: “Su richiesta del nostro capogruppo Umberto Parisi, il segretario generale ci ha fornito le informazioni sullo staff e il risultato è stato sconcertante. Si tratta di 6 dipendenti assunti a tempo determinato e part – time, tutti di categoria C. Non contestiamo l’esigenza di dotarsi di uno staff, prassi ormai consolidata in molti enti, ma ci chiediamo a cosa serva spendere tutti questi soldi, cosa hanno prodotto queste persone, in cosa vengono impiegate, quale apporto stanno dando alla vita dell’ente. Stiamo parlando di 96886,9 euro: una cifra importante, per giustificare la quale servirebbero spiegazioni esaustive e non il solito silenzio dell’amministrazione comunale”.

Aggiunge Allocca: “Spendere tutti questi soldi per lo staff è un insulto ai cittadini, soprattutto se si pensa che l’amministrazione comunale non funziona, la maggioranza litiga in continuazione, le fibrillazioni sono all’ordine del giorno. Prima finisce l’esperienza del sindaco Di Sarno, meglio è per Somma Vesuviana

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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