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MUGNANO. Plastic Free, approvazione in Consiglio Comunale

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L’Amministrazione Sarnataro punta sul “Plastic Free”, l’altro ieri l’approvazione in Consiglio comunale  

MUGNANO – L’Amministrazione Sarnataro punta sul “Plastic Free”, l’altro ieri l’approvazione in Consiglio comunale.

Il provvedimento, approvato all’unanimità, mira a promuovere una serie di iniziative volte a eliminare negli uffici comunali l’utilizzo degli articoli in plastica monouso, in particolare quelli relativi alla somministrazione di cibi e bevande.

Vogliamo contribuire attivamente – spiega l’assessore all’Ambiente Antonio Bovealla risoluzione delle problematiche ambientali causate dall’uso eccessivo delle plastiche. Sarà predisposto un apposito piano operativo comunale per arrivare entro il 2021 alla totale eliminazione della plastica nei locali dell’Ente”.

L’amministrazione comunale, inoltre, promuoverà una campagna di sensibilizzazione, partendo dalle scuole del territorio, al fine di adottare un progressivo divieto dell’uso dei materiali plastici non compostabili anche per le attività ristorative e ricettive.

Sono fiero di questo risultato – sottolinea il consigliere Nello Romagnuolo, presidente della commissione ambiente – Ringrazio l’assessore al ramo e i membri della commissione per il lavoro svolto. Lavoreremo sodo per sensibilizzare tutta la cittadinanza su questo tema”.

Soddisfatto il sindaco Luigi Sarnataro: “Come Amministrazione abbiamo sempre avuto particolarmente a cuore questa tematica. Abbiamo lavorato duramente per rendere il Comune più virtuoso sia tramite una sensibilizzazione capillare sulla raccolta differenziata che tramite un’azione punitiva verso chi sversa rifiuti. Il tutto affiancato da installazione di telecamere, i controlli delle Guardie Ambientali, gli eco dog, le case dell’acqua. Tanto è stato fatto, ma tanto ancora c’è da fare. Sono certo che lavorando insieme, come comunità, potremo migliorare ulteriormente la nostra città”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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