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MUGNANO avrà un asilo nido comunale, l’amministrazione ottiene il finanziamento

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Mugnano avrà un asilo nido comunale, l’amministrazione Sarnataro ottiene l’ennesimo finanziamento 

Sarnataro: “Anche questa volta a presentare progetti validi, nei tempi stabiliti, così da ottenere ancora una volta sovvenzioni sovracomunali che ci consentono di realizzare opere utili all’intera comunità

Mugnano avrà un asilo nido comunale, l’amministrazione Sarnataro ottiene l’ennesimo finanziamento.

I fondi sono stati stanziati dalla Città Metropolitana, dove venerdì il primo cittadino Luigi Sarnataro si è recato per sottoscrivere l’accordo.

Abbiamo voluto puntare su un asilo nido – spiega l’assessore ai lavori pubblici Anna Liccardopoichè nella società contemporanea rappresenta un servizio sempre più necessario, specie per le donne, per conciliare esigenze di vita e lavoro. Il progetto ambisce a realizzare un luogo contemporaneo ed innovativo secondo le più recenti metodologie pedagogiche“.

Venerdì a Santa Maria La Nova era presente anche l’assessore all’Urbanistica Maria Giovanna Di Maro: “Siamo felici di aver preso parte all’accordo di programma tra la città metropolitana di Napoli e i comuni. Un incontro ove le varie amministrazioni, a prescindere dal “colore” politico si sono incontrate per sottoscrivere l’accordo con il quale Mugnano è stato inserito nel parco progetti. Lavoreremo affinchè l’edificio per l’infanzia, fondamentale in ogni città che si reputa al passo con i tempi dove le donne che lavorano sono tante e si scontrano con le quotidiane difficoltà di gestione, sia realizzato nel minor tempo possibile. Ringrazio i responsabili dei settori che si impegnano unitamente ai vari dipendenti affinché l’amministrazione possa portare avanti tutti i progetti“.

Entusiasta il sindaco Luigi Sarnataro: “Grazie al lavoro dell’intera giunta e alla volontà dei consiglieri e delle forze politiche che mi sostengono e che hanno voluto sostenere questa scelta, siamo riusciti ad ottenere un altro importante finanziamento. Va specificato che, al contrario delle menzogne che si diverte a scrivere il solito giornale, l’altro progetto che abbiamo presentato – relativo al palazzetto dello sport – non è stato ancora approvato non perché noi come Comune non abbiamo presentato la documentazione necessaria, ma perché la Città Metropolitana non aveva budget a sufficienza: avevamo presentato, infatti, progetti per un valore superiore rispetto a quello messo a nostra disposizione. La Città Metropolitana, che al momento non aveva abbastanza fondi, ci ha già rassicurato che verrà finanziato a maggio, invitandoci a continuare a seguire il parco progetti. A differenza di altri comuni limitrofi, come Marano, Melito o Calvizzano che non hanno ottenuto alcun fondo, siamo riusciti anche questa volta a presentare progetti validi, nei tempi stabiliti, così da ottenere ancora una volta sovvenzioni sovracomunali che ci consentono di realizzare opere utili all’intera comunità senza prendere soldi dalle casse del Comune“.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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