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CAIVANO. Buttol, parlano i lavoratori: “La verità è un’altra”

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Riceviamo e pubblichiamo:

Cari concittadini di Caivano siamo i dipendenti comunali che si occupano della raccolta dei rifiuti.

Abbiamo deciso di scrivere direttamente a voi perchè troppe cose dette in giro sono inesatte e ci fanno apparire come la causa delle condizioni di sporcizia della città.

La verità è un’altra!

Quello che stiamo subendo è diventato inaccettabile ma la nostra battaglia, che continuerà in tutte le sedi, non può riversarsi su di voi e sulla vivibilità della nostra Caivano. 

E allora perchè la città vive queste condizioni da sempre?

Questa è la domanda che dovete farvi e a questa domanda vi diamo alcune risposte.

La ditta appaltatrice non ci ha fornito tutti i mezzi previsti, non ci ha dato tutti gli strumenti che doveva, mancano camion ed alcuni sono non idonei, (se vedete camion oltre orari dovete sapere che NON SIAMO NOI), il servizio non è facilitato a causa dei contenitori non distribuiti ancora secondo piano industriale e dell’utilizzo di buste spesso non idonee anche da parte, purtroppo, di nostri concittadini.

Ci sarebbero molti altri particolari vissuti in quest’anno, come ad esempio i premi non pagati e gli stipendi pagati con ritardo. 

Noi vogliamo solo fare il nostro lavoro, non possiamo più accettare che i cittadini ci possano vedere come causa della spazzatura per strada e non vogliamo essere usati per interessi di altri che non rispettano la nostra protesta e ci mettono ‘uno contro l’altro’, sia con voi che con chi viene a raccogliere indifferenziando al posto nostro. 

Gli sforzi di una città per essere pulita e differenziare bene sono vani NON PER COLPA NOSTRA, questo la città deve saperlo.

Vi invitiamo a non credere a quello che vi raccontano su di noi ma a comprendere le nostre ragioni e a chiedere il rispetto degli accordi, con noi dipendenti ma soprattutto con il servizio di raccolta differenziato che potrebbe essere adeguato se rispettato.

La nostra battaglia continua, ma cercheremo in ogni modo di evitare ulteriori disagi a voi e alle nostre famiglie.

Vi chiediamo solo di CONDIVIDERE il più che potete!!!!

I LAVORATORI DELLA N.U. Di Caivano“.

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Attualità

A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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