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Napoli: in arrivo 19 nuovi treni per linea 1 della Metro

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(ANSA) – NAPOLI, 30 SET – L’attesa dei nuovi treni della Linea 1 della Metropolitana di Napoli sta giungendo alla fine. Comune di Napoli e Anm sono in continuo contatto con la Caf (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles) di Bilbao che nel suo stabilimento sta costruendo i 19 nuovi treni ordinati dal Comune di Napoli per rivoluzionare la Linea 1 e ha inviato alcune immagini dell’avanzamento dei lavori. Il primo treno sarà consegnato all’inizio dell’anno prossimo, tra pochi mesi, e verrà subito messo sui binari per il collaudo e il rodaggio, per entrare al più presto in servizio.

“Sta giungendo in dirittura d’arrivo – sottolinea l’assessore ai trasporti del Comune di Napoli Mario Calabrese – la costruzione dei nuovi treni della linea 1 della metropolitana di Napoli. In tutto saranno 19, per una spesa complessiva di circa 190 milioni di euro. Ma non ci accontenteremo ed entro la fine del 2020 verranno richieste al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le risorse per ulteriori 5 treni, in modo da arrivare alla cifra complessiva di 24 nuovi treni. Ricordo che, incredibilmente, l’ultimo treno acquistato dall’amministrazione comunale risale agli inizi degli anni 90 e l’ultima consegna ad oltre 14 anni fa. Ora con i nuovi treni potranno garantirsi elevati standard di servizio e un’offerta di trasporto in linea con le aspettative dei cittadini. Una grande operazione di questa Amministrazione. Stiamo lavorando per rendere la metropolitana di Napoli non solo bella ma anche funzionale in coerenza con gli obiettivi del Piano Urbano della Mobilita sostenibile che vedono il trasporto pubblico sul ferro il cardine del modo di muoversi in città”.

Le nuove vetture saranno dotate di impianto di condizionamento e sistemi per la riduzione del rumore, e trasporteranno contemporaneamente fino a quattro carrozzelle per diversamente abili e circa 1.200 persone, di cui 130 sedute. I 19 treni sono in avanzata fase di costruzione e quindi dopo la consegna del primo treno Napoli riceverà un treno al mese in media, in modo da allargare rapidamente il parco dei mezzi su rotaia. “Stiamo costruendo la nuova Anm – spiega Nicola Pascale, amministratore Unico del principale gestore di mobilità urbana a Napoli – la Anm del 2020, che partirà proprio dai nuovi treni. Sappiamo che l’attesa dei treni della Linea 1 è troppo lunga e ci siamo impegnati proprio per migliorare: con la nuova flotta avremo in pochi mesi una frequenza di treni ogni sette minuti e avremo vetture nuove, più moderne, che avranno quindi meno problemi tecnici dei treni attuali, che hanno quasi 30 anni. Tutto lo staff di Anm fa il meglio possibile ogni giorno con i mezzi che abbiamo, presto arriverà una svolta positiva”.

Fonte: ANSA.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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