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ACERRA. La Villa dei Fiori è fra i centri di riferimento per il trattamento del cancro del colon e del melanoma

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La clinica Villa dei Fiori di Acerra rientra fra i centri di riferimento per il trattamento del cancro del colon e del melanoma.

Questo è ciò che emerge dalle mappe chirurgiche regionali individuate dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, in qualità di Commissario ad Acta, con decreto n° 58 del 4 Luglio 2019.

Sulla questione è intervenuto il dottor Sergio Grimaldi, responsabile della Chirurgia Generale ed Oncologica di Villa dei Fiori:

E’ il risultato di anni di lavoro nel trattamento del cancro del colon. Un riconoscimento che premia la professionalità, la dedizione e la lungimiranza di un gruppo di professionisti e della proprietà rappresentata dall’ingegnere Francesco Ciccarelli.

Mi preme ringraziare quindi il mio staff medico ed infermieristico, il dott. Mauro Carfora responsabile dell’endoscopia ed i suoi collaboratori, il dott. Giovanni Addeo responsabile del servizio di Anestesia e Rianimazione ed i suoi collaboratori, il dott. Vincenzo Paolella responsabile della radiologia ed i suoi collaboratori e l’oncologa dott.ssa Annunziata Auriemma.

Ringrazio anche i colleghi del pronto soccorso, guidati dal dott. Franco Caiazza, che spesso fanno diagnosi in urgenza di lesioni neoplastiche del colon affrontando l’impatto psicologico che interessa il paziente ed i familiari.

I dati pubblicati da Agenas, in riferimento al 2017, ci attestano come struttura con il più alto numero di casi trattati nella nostra Asl di competenza.

Abbiamo creduto ed investito nel trattamento laparoscopico di queste neoplasie ed abbiamo raggiunto percentuali al di sopra della media nazionale.

L’incidenza di cancro del colon in Campania resta alta, con oltre 2600 casi nel 2018, pertanto lo sforzo di garantire “in loco” elevati standard di diagnosi e terapia deve continuare e coinvolgere le tante figure professionali che prendono in cura il paziente oncologico.

Dobbiamo ridurre la percentuale d’ingiustificati viaggi della speranza verso nord“.

Monica Cartia

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Acerra, la morte della piccola Giulia: le incongruenze del papà sono tante

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Sono tante le incongruenze e gli aspetti ancora non chiari dell’inchiesta sulla morte della piccola Giulia Loffredo, la bimba di nove mesi che – secondo il racconto del padre Vincenzo, indagato a piede libero per omicidio colposo – nella notte tra sabato e domenica, ad Acerra, è stata aggredita dal pitbull di famiglia mentre dormiva sul lettone dei genitori: un’inchiesta sulla quale la Procura di Nola e la polizia mantengono un riserbo totale.

In primo luogo, le cause della morte.

Le indiscrezioni sui risultati dell’autopsia, già eseguita, parlano di ferite lacero contuse al volto, compatibili con i morsi di un cane, mentre è controverso il particolare della rottura dell’osso del collo, circostanza che però stride con quanto avrebbe dichiarato il padre della bambina, che l’avrebbe portata ancora viva nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, dove poi è morta (come avrebbe confermato la struttura ospedaliera).

Sempre secondo indiscrezioni, sul collo della piccola l’autopsia avrebbe riscontrato solo contusioni. Anche su questo aspetto inquirenti e investigatori tacciono, anche se nell’atto con cui la Procura di Nola nomina i propri consulenti tecnici per l’autopsia – il medico legale Maurizio Saliva e l’anatomopatologo Antonio Perna – si sottolinea che la bimba è stata sicuramente uccisa dal cane. Viene infatti evidenziato che Loffredo è indagato per omicidio colposo “perchè in qualità di genitore avente in custodia la figlia minore Giulia, ometteva la vigilanza e custodia del cane pitbull in suo possesso, il quale aggrediva la minore provocandole lesioni personali che determinavano la morte”.
Il cane, però non presenterebbe macchie di sangue sul muso ed è per questo che si attendono le analisi sulle feci di Tyson e dell’altro cane della famiglia alla ricerca di tracce organiche della bambina. Il sangue che avrebbe sporcato la stanza da letto, inoltre, ora è scomparso: lo avrebbero pulito – ennesima anomalia – alcuni familiari della bambina prima del secondo sopralluogo della polizia.

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Acerra

Ufficio postale ad Acerra, assalto nella notte, ma i banditi restano a mani vuote

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Un insolito episodio di furto si è verificato ad Acerra, dove un gruppo di ladri ha tentato un colpo nell’ufficio postale in via Benevento, portando con sé dei roller cash che, nella sfortuna dei malviventi, si sono rivelati completamente vuoti. Il fatto è accaduto poco prima dell’alba di oggi e ha attirato l’attenzione dei Carabinieri, prontamente intervenuti sul posto dopo che l’allerta era stata lanciata tramite il numero di emergenza 112. Questo Tentativo di furto, purtroppo per i ladri, ha evidenziato la loro inesperienza nel pianificare un colpo.L’incursione dei ladri e l’allertaLa scena del crimine è stata ben illuminata dai sistemi di video sorveglianza presenti nell’ufficio postale. Gli operatori delle forze dell’ordine sono subito corsi a esaminare i filmati per raccogliere indizi utili.

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Minacciano di far esplodere le bombole del gas per un parcheggio: strage sventata dai carabinieri in un condominio

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Dovranno rispondere a vario titolo di strage e di resistenza aggravata a pubblico ufficiale le due persone che questa notte hanno messo in pericolo non solo carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118 ma soprattutto tantissime famiglie.
Siamo ad Acerra e i carabinieri della locale stazione intervengono a via Michele Ferraioli per una lite condominiale. La discussione nasce verosimilmente per problemi legati al parcheggio ma la situazione degenera e due persone – fratello e sorella – minacciano il vicinato. Intanto sul posto arrivano anche vvff, 118 e altre gazzelle dell’Arma.

I carabinieri si trovano a fronteggiare per prima la donna, la 38enne già nota alle forze dell’ordine Elisabetta Tufano. La 38enne perde le staffe e armata di coltello aggredisce i carabinieri. I militari riescono a disarmala e la bloccano. Sembra che l’emergenza sia rientrata ma in realtà è solo l’inizio del vero allarme. Entra in scena il fratello della 38enne. Lui – Mauro Tufano che appena un giorno prima ha compiuto 39 anni – si è rintanato in un locale al piano terra dello stabile. Il 39enne, già noto alle forze dell’ordine, minaccia di far esplodere delle bombole di gas. Ha inizio una mediazione tra l’uomo e i carabinieri mentre i vigili del fuoco dopo diversi tentativi entrano nel locale sfruttando una finestra secondaria. A quel punto i carabinieri fanno irruzione e bloccano l’uomo. Nel locale puzza di gas e 4 bombole con le valvole aperte.
I vigili del fuoco mettono in sicurezza la struttura mentre i militari arrestano uomo e donna per poi trasferirli in carcere.

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