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NAPOLI. Bagnanti trasformano la spiaggia in una discarica

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Vergogna allo Scoglione, i bagnanti riducono la spiaggia in una discarica a cielo aperto.

Verdi: “Inciviltà che violenta le nostre bellezze. Molti dei rifiuti sono in plastica, evidentemente continua la vendita in barba al divieto. Abbiamo chiesto controlli a tappeto alla polizia municipale

Siamo profondamente amareggiati dopo aver visto la foto, diffusa sui social, che mostra le condizioni della spiaggia dello Scoglione dopo aver ospitato i bagnanti della domenica. L’arena è ridotta ad una discarica a cielo aperto con rifiuti di ogni tipo abbandonati nella sabbia, un vero e proprio schiaffo ad uno dei luoghi più suggestivi del litorale posillipino. Purtroppo ancora una volta siamo costretti a fare i conti con i fenomeni di inciviltà che violentano le nostre bellezze. Non possiamo nasconderci dietro un dito: esistono delle sacche della popolazione napoletana che sono totalmente avulse dalle regole della convivenza e del vivere civile e non hanno il minimo rispetto del luogo in cui vivono. Il contraltare sono le persone che, dopo lo scempio della domenica, sono andate a ripulire la spiaggia. Quei cittadini, in maggior parte di Posillipo, che hanno realmente a cuore quel tratto”.

Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere del Sole che Ride alla I Municipalità Gianni Caselli.

Tra l’altro – aggiungono Borrelli e Caselli – tra i rifiuti abbandonati ci sono diverse bottigliette in plastica. Questo evidenzia un problema: nonostante il litorale sia stato dichiarato plastic free dal Comune di Napoli, ci sono dei commercianti che non rispettano il divieto e continuano a vendere prodotti contenuti nei recipienti in plastica. Abbiamo dunque inviato una segnalazione alla polizia municipale chiedendo di effettuare una serie di controlli nei locali commerciali a ridosso della fascia costiera”.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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