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Città Metropolitana di Napoli, nuove barriere di sicurezza sulle strade

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Il Sindaco metropolitano di Napoli Luigi de Magistris ha approvato nelle ultime ore sei delibere che prevedono il via libera agli elaborati tecnici per l’attuazione dei progetti per l’affidamento di altrettanti accordi quadro per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza delle strade di pertinenza della Città Metropolitana di Napoli.

I lavori, per un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro, riguarderanno l’intera rete stradale di pertinenza della Città Metropolitana e consentiranno l’adeguamento delle condizioni di sicurezza delle arterie stradali.

Nello specifico si tratta di barriere di sicurezza e altre opere inerenti intersezioni stradali e viabilità in genere.

Gli interventi verranno realizzati con lo strumento dell’accordo quadro che prevederà le condizioni alle quali l’operatore economico scelto si obbliga ad eseguire gli interventi che di volta in volta si renderanno necessari e che gli verranno richiesti.

Il Sindaco de Magistris ha affermato: “Con questi interventi che mettono in sicurezza le nostre strade interveniamo in modo significativo nella realtà dell’area Metropolitana di Napoli migliorando la mobilità degli abitanti, incentivando i flussi turistici e realizzando una importante ricaduta economica sui territori“.

Il Consigliere Metropolitano delegato alle Strade Raffaele Cacciapuoti ha aggiunto: “Abbiamo compiuto ogni sforzo possibile per cercare di garantire condizioni di sicurezza e di efficienza adeguate alla rete stradale metropolitana di competenza. Inoltre ora che il quadro normativo ci consente di poter utilizzare ulteriori risorse provenienti dall’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, abbiamo immediatamente attivato le nostre strutture tecniche, a cui va il mio personale ringraziamento per il lavoro svolto, per disporre il massimo impegno possibile al fine di addivenire al più grande investimento economico mai visto su strade provinciali per la sicurezza e la mobilità dell’intero territorio“.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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