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Campania, Autonomia Differenziata: appello al Presidente Fico

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Il Presidente di Anci Campania Domenico Tuccillo, attraverso il suo profilo Facebook, ha reso noto un appello inviato al Presidente della Camera Roberto Fico, riguardante l’Autonomia Differenziata:

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, APPELLO AL PRESIDENTE FICO DAI COMUNI DELLA CAMPANIA: RINVIARE LA DATA DEL 15 FEBBRAIO E CORREGGERE UN PERCORSO PERICOLOSO

Ho inviato nei giorni scorsi, come presidente di Anci Campania, una lettera-appello al presidente della Camera, Roberto Fico, chiedendogli di adoperarsi in tutti i modi perché la data del 15 febbraio venga rinviata e si corregga un percorso pericoloso che ha finora impedito a Comuni, Regioni e Parlamento di valutare ed esprimersi sulle possibili intese.

Ecco il testo inviato:

Egregio Presidente, 

mi rivolgo a Lei come rappresentante dei Comuni della Campania per esprimerle tutta la nostra preoccupazione per l’approssimarsi della data del 15 di febbraio in cui è prevista la firma dell’intesa tra il Governo e le Regioni interessate, per dare attuazione agli accordi relativi all’avvio dell’autonomia regionale differenziata.

Tale decisione, che scaturisce da una pre-intesa siglata a pochi giorni dalla conclusione della scorsa legislatura, e quindi in una fase in cui il Governo restava in carica solo per gli affari correnti, tocca, con modalità che rischiano di essere irreversibili, principi fondamentali di convivenza della nostra comunità nazionale: creando condizioni di disparità tra i territori nella tutela dei diritti fondamentali di cittadinanza, nella uniformità dei livelli essenziali dei servizi, nella distribuzione delle risorse. 

In questo contesto, peraltro, i Comuni, sui quali da lungo tempo ormai si scaricano i pesi di tutte le politiche di restrizioni finanziarie assunte a livello centrale, finiscono per essere l’anello più debole della catena istituzionale, il punto in cui la strozzatura si stringe fino a diventare letale per la vita delle nostre comunità.

Nessun fondo perequativo, che a tutt’oggi continua a gravare sulle spalle degli stessi Comuni, con esclusione di ogni impegno da parte della fiscalità generale, potrà mai compensare, in queste condizioni, la discriminazione resa possibile dalla mancata attuazione dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni), che la Costituzione espressamente prescrive a garanzia dei territori meno ricchi e dei soggetti più deboli, ma ai quali non si è data mai attuazione e che adesso, con questa intesa, rischiano di essere definitivamente archiviati e calpestati. 

Una vicenda come questa, con ricadute sociali e civili incalcolabili, in particolare per il Mezzogiorno d’Italia, non può essere consumata senza che i termini dell’intesa vengano resi pubblici, senza una adeguata conoscenza e delibazione dei contenuti della stessa e, soprattutto, senza che il Parlamento eserciti, fino in fondo e a pieno, le sue prerogative.

La Camera dei Deputati non può essere, in questo passaggio, solo il luogo della bocciatura o della ratifica sic et simpliciter di un accordo stabilito in altre sedi.

Essa non può rinunciare ad essere l’Istituzione dove si esercita la discussione e si assumono con piena legittimità e responsabilità gli indirizzi e le scelte decisive per il futuro e, forse, per la sopravvivenza stessa della nostra comunità nazionale.

Per queste ragioni mi permetto di rivolgermi a Lei, chiedendole di intervenire, come sommo garante delle prerogative della Camera dei Deputati, affinché si corregga il percorso così avventatamente e improvvidamente avviato, affinché ci sia un supplemento di indagine e di riflessione, affinché tutti gli attori istituzionali e sociali siano chiamati a valutare e ad esprimersi nel merito delle possibili intese.

Le chiedo, Presidente, di adoperarsi in tutti i modi possibili affinché la data del 15 febbraio possa essere differita, affinché si evitino pericolosi salti nel buio e, nel contempo, venga ripristinato un limpido percorso decisionale e garantita una trasparente procedura legislativa e parlamentare, che non punti a sgretolare i principi e le regole della nostra suprema Carta, ma che si collochi senza esitazioni, pur nel perseguimento di legittime istanze riformatrici, dentro il solco sicuro della nostra ancora insuperata Costituzione repubblicana. 

Il presidente ANCI Campania

Domenico Tuccillo

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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