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ISCHIA. Assessorato al Lavoro e alle risorse Umane

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ISCHIA – Mercoledì 8 agosto ad Ischia si riparte dal Lavoro. Ad un anno dal terremoto, la nuova gestione regionale riapre il Centro per l’Impiego in via Morgioni 102, un presidio importante per assicurare servizi al lavoro per cittadini, studenti, imprenditori e professionisti dell’isola verde. L’apertura del Centro per l’Impiego – dichiara l’assessore Sonia Palmeri- è il frutto di un lavoro di squadra, da parte degli uffici delle
nostre direzioni regionali, delle Organizzazioni Sindacali e del Comune di Ischia, tutti animati dal desiderio di veder rifiorire un

Presidio pubblico del lavoro e tornare alla normalità, dopo la profonda ferita lasciata dal sisma del 21 agosto 2017. È solo dal mese scorso che le funzioni gestionali dei Centri per l’Impiego sono transitate sotto la governance della regione Campania e stiamo procedendo spediti a rendere omogeneo su tutto il territorio regionale lo standard di servizio al cittadino, in termini di accoglienza, orientamento alla misura più idonea ed
accompagnamento al lavoro- prosegue l’assessore.

La struttura precedente, che ospitava il Cpi a Casamicciola, di proprietà della Città Metropolitana di Napoli, è stata danneggiata dal sisma del 2017 e non ha più riaperto i battenti. Il personale è stato costretto per circa 1 anno a recarsi tutte le mattine al Centro
per l’Impiego di Pozzuoli per svolgere il proprio servizio quotidiano. La stessa sorte con un notevole aggravio di costi e un surplus di disagio l’hanno dovuta subire i numerosi ischitani che si rivolgono fruitori dei servizi per il lavoro. Il Centro per l’Impiego di Ischia serve l’utenza di tutti i 6 comuni dell’Isola, con un bacino di utenza di circa 65 mila persone ed è un punto di riferimento fondamentale per gli operatori economici dell’isola.

Il Sindaco di Ischia, Vincenzo Ferrandino, ha messo a disposizione la struttura ad Ischia porto, che dopo i lavori di sistemazione, è pronta a dare il benvenuto all’utenza più eterogenea. La Regione Campania è stata la prima regione d’Italia ad aver completato l’iter
di trasferimento del personale provinciale dei vecchi uffici di collocamento nei ruoli regionali e prosegue nell’azione di riorganizzazione ed efficientamento della rete dei nuovi cpi.
L’obiettivo è quello di realizzare un sistema di servizi che assicuri un’ opportunità per ciascuno in un mercato del lavoro equo, efficiente ed inclusivo.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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