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Cronaca

NAPOLI, Vomero, ragazzi accoltellati per uno sguardo di troppo: 17 denunciati

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NAPOLI – Un 18enne e un 16enne di Napoli vennero accoltellati alla coscia la sera del 17 dicembre poco dopo l’una di notte, nella centrale piazza vanvitelli del quartiere Vomero; il motivo uno sguardo di troppo rivolto a un gruppo di giovani arrivato in piazza in sella a uno sciame di 7 scooter dopo una serata in discoteca. Ci fu lo scambio di sguardi e il “branco” decise di punirlo: i ragazzi invertirono la marcia lungo una strada a senso unico e uno di loro si avvicino ai 2 ragazzi fermi. Esordì chiedendo a uno di loro: “ma state guardando ancora?”, poi dal gruppo si staccò un altro ragazzo che gli puntò un coltello alla gola.

l’amico lo aiutò tentando di frapporsi ma il gesto gli costò un colpo al capo con un casco. In pochi istanti scattò la rissa tra il “branco” e i 2 malcapitati che nella zuffa vennero feriti con una coltellata. L’aggressione terminò solo perché il cameriere di un vicino bar intervenne facendo dileguare i ragazzi, alcuni giovani che erano lì soccorsero i feriti e li accompagnarono in pronto soccorso, dove i medici medicarono le coltellate giudicate “potenzialmente letali” se fossero state più profonde.

Le forze dell’ordine non vennero allertate nell’immediato: i carabinieri della compagnia di Vomero intervennero quando i ragazzi erano già in ospedale. Iniziarono subito le indagini che hanno visto la svolta solo perché i militari hanno analizzato ore di immagini riprese da telecamere di videosorveglianza pubbliche e private approdando all’identificazione dei ragazzi di entrambe le fazioni. Tutti sono stati denunciati alla Procura per i minorenni di Napoli per rissa aggravata dal futile motivo del predominio del branco giovanile; il responsabile del ferimento dei 2 giovani, identificato in un 16enne di Napoli, è stato denunciato per porto illegale di arma bianca e lesioni gravissime.

Cronaca

Tamponamento a via Marina: automobilisti coinvolti soccorsi da Francesco Emilio Borrelli

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Incidente intorno alle 14.00 di oggi all’esterno della sede Regionale di Palazzo Armieri a via Marina pochi metri dopo lo svincolo di via Duomo in direzione centro città.

Fortunatamente solo danni alle vetture e qualche escoriazione per gli automobilisti coinvolti; situazione che ha comunque necessitato dell’intervento dei soccorsi sanitari arrivati sul posto circa mezz’ora dopo.

Soccorritore d’eccezione, il deputato Francesco Emilio Borrelli che si trovava casualmente sul posto mentre era intento a documentare alcuni fenomeni di degrado urbano nell’area circostante. Subito dopo il tamponamento a catena Borrelli è intervenuto in soccorso di una delle vittime coinvolte nell’incidente chiamando i soccorsi.

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Cronaca

Napoli: due giovani tentano la fuga, poi feriscono un carabinieri

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I carabinieri della stazione di San Pietro a Patierno hanno arrestato un 23enne denunciato un 18enne per resistenza a pubblico ufficiale.

I due, a bordo di motocicli privi di targa, percorrevano via Caserta al Bravo ad alta velocità quando, alla vista dei militari, hanno ignorato l’alt e si sono dati alla fuga. L’inseguimento è proseguito fino a via Paternum, dove uno dei due ha urtato con il proprio mezzo lo sportello dell’auto di servizio, ferendo alla mano un carabiniere.

I due, a bordo di motocicli privi di targa, percorrevano via Caserta al Bravo ad alta velocità quando, alla vista dei militari, hanno ignorato l’alt e si sono dati alla fuga. L’inseguimento è proseguito fino a via Paternum, dove uno dei due ha urtato con il proprio mezzo lo sportello dell’auto di servizio, ferendo alla mano un carabiniere.

Grazie al supporto di altre pattuglie, i due sono stati bloccati in via dei Reggiolari. Il carabiniere ferito ha riportato una contusione giudicata guaribile in cinque giorni, mentre il veicolo di servizio ha subito danni allo sportello. L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di giudizio, mentre il più giovane è stato denunciato.

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Cronaca

Torre Annunziata, false dichiarazioni: indagati tre Consiglieri in carica e un ex Assessore

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Erano incompatibili per non aver pagato tasse comunali negli anni passati: indagati tre consiglieri in carica e un ex assessore.
Bufera sul Comune di Torre Annunziata, tornato alla gestione ordinaria dopo lo scioglimento per camorra del 2022. Stamattina il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha notificato 4 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura oplontina nei confronti di altrettanti politici indagati, nella loro qualità di consiglieri e assessori, per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri.

Gli indagati sono l’ex assessore Gianfranco Scafa – che si è dimesso lo scorso novembre – e i consiglieri Raffaella Celone, Maria Di Maio e Raffaele De Stefano, quest’ultimo di opposizione. Tutti rischiano ora di finire a processo e potranno difendersi dalle accuse contestate nei loro confronti. 

In particolare – si legge in una nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso – all’esito di indagini delegate alle Fiamme Gialle oplontine e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, è emerso che nel luglio-agosto 2024 tre consiglieri comunali tuttora in carica e un assessore, quest’ultimo successivamente dimessosi, hanno presentato al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di Palazzo Criscuilo una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui si attestava falsamente l’insussistenza, a loro carico, delle cause di incompatibilità previste dal Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locale e, in particolare, di non avere alcun debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi verso il Comune e di non essere stato legalmente messo in mora ovvero di non aver ricevuto l’avviso.

In realtà, dalle indagini è risultato che gli indagati, a fronte della loro dichiarazione di non avere alcun debito per imposte, tasse e tributi verso il Comune, sono risultati debitori, a vario titolo, per il mancato versamento di IMU, TARI-TARES e TARSU, per gli anni d’imposta dal 2007 al 2020, per un ammontare complessivo di oltre 36mila euro.

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