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AFRAGOLA. Tuccillo senza maggioranza, Affinito: “due figuracce in aula”. Pannone: “Spettacolo ignobile”

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AFRAGOLA – Lo abbiamo ampiamente descritto l’ultimo consiglio comunale di Afragola, il consiglio che ha determinato la Caporetto del primo cittadino. I principali atti che determinano la visione della città di un’amminstrazione sono stati bocciati in aula, perché ad Afragola non esiste più una maggioranza e qualcuno ha fatto in modo che Tuccillo se ne accorgesse. La domanda da porsi ora è: “Se ne è accorto?” Chissà se la fascia tricolore di Afragola si è resa conto della debacle subita in aula, chissà se avrà un sussulto di dignità, così come ribadito in aula dal consigliere Boemio, e si recherà all’ufficio protocollo per rassegnare le proprie dimissioni. Certo però che sprezzante di ogni richiesta di dignità, fa sempre comodo condurre una campagna elettorale direttamente dalla stanza dei bottoni, con tanto di chaffeur e auto blu pagata con i soldi dei contribuenti. Dispensare promesse e patti elettorali col dono dell’autorità che il ruolo consente.

Per chi nutre ambizioni di candidatura, e questo Tuccillo non l’ha mai nascosto, fare la campagna elettorale da sindaci uscenti è sempre un vantaggio sui diretti concorrenti. Ma la normalità vuole che un sindaco uscente di solito è sempre un sindaco che ha conservato i numeri e i consensi in aula fino alla fine e che lotta per la sua riconferma. Ad Afragola assisteremo ad una fine consiliatura anomala se il primo cittadino non si ravvederà sulle continue figuracce che ha cominciato a collezionare e continuerà a fare da qui a sette mesi.

A tal proposito abbiamo contattato l’ex assessore Giuseppe Affinito e il consigliere di opposizone Antonio Pannone che davanti ai nostri taccuini hanno dichiarato: “Si è consumata l’altro ieri (5 Dicembre ndr) – dichiara l’ex assessore Affinito –  la solita falsa in salsa tuccilliana. Dal consiglio comunale si registrano almeno due grandi figuracce. Quella del sindaco che ormai non ha più una maggioranza e va avanti con i suoi assessori stranieri bocciati dalla città, anzi mi meraviglio che l’assessore ai lavori pubblici e quello al bilancio non si siano dimessi in aula.
La seconda figuraccia, purtroppo, collezionata dal gruppo consiliare del PD , quei superstiti senza dignità e senza consensi, isolati ormai dagli alleati, che dimostrano la loro totale incapacità di incidere nelle scelte dell’amministrazione. Il tutto sotto gli occhi del neo segretario del PD che ha assistito in silenzio alla commedia.
Politicamente il Sindaco – conclude Affinito -, registrato il fallimento, in un sussulto di orgoglio dovrebbe dimettersi, anche per rispetto alla sua storia di professionista della politica ma, conoscendolo, sono certo che non lo farà”.

“La maggioranza ha offerto nell’ultimo Consiglio uno spettacolo ignobile – afferma il consigliere Pannone -, con il Pd in stato confusionale tanto da non riconoscersi nei provvedimenti portati in aula da sindaco e assessori di riferimento. Tuccillo ha confermato la sua totale inconsistenza politica e amministrativa. Si è acclarato ciò che dall’opposizione andiamo ripetendo da mesi: Tuccillo non ha i numeri per governare, è stato costretto sino ad oggi a contrattare la sua sopravvivenza giorno per giorno, elemosinando ossigeno a chi in aula ne ha dovuto certificare il fallimento totale. Con la bocciatura di atti fondamentali, dovrebbe solo dimettersi per il bene della Città; tenterà, invece, di salvarsi spudoratamente con quella che egli stesso ha definito la “divisione dei beni”, per continuare a stare attaccato alla poltrona e poter andare avanti in un percorso ormai privo di ogni dignità politica e istituzionale. Se tutti i consiglieri di opposizione fossero stati sempre presenti in aula, Tuccillo sarebbe andato a casa già da parecchio tempo per manifesta incapacità politica”.

“In aula, nel corso dell’ultima seduta – continua il consigliere PDL – si è assistito ad un intervento insignificante di un sindaco politicamente disperato, isolato e ormai difeso solo dalla banda di un circo equestre con giullari e ballerine lautamente pagati dagli afragolesi. Un sindaco amministrativamente inadeguato si permette di parlare di eticità, quando la realtà ci consegna dati incontrovertibili: conflitti di interessi (vedi la vicenda di viale Sant’Antonio), componenti del Nucleo di valutazione aumentati per spartire un numero maggiore di poltrone, incarichi e prebende per chi doveva venire in aula a votare e si potrebbe continuare con un lungo elenco. Oggi quel che conta è che prevalga il senso di responsabilità per porre fine ad un inutile accanimento, chi ha ancora a cuore le sorti della Città – conclude Pannone – anche all’interno di una maggioranza ormai implosa, si adoperi per chiudere definitivamente la fallimentare stagione di Tuccillo.

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AFRAGOLA. Pannone candidato per il bis. Il destino dell’alternativa nelle mani di Pd e “collaborazionisti” rosso-verdi

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AFRAGOLA – Da molto tempo nessuno si occupa degli scenari politici locali, molto frastagliati, in vista delle prossime Amministrative verificato che Pannone ormai ha superato ampiamente il giro di boa. La destra, senza terremoti esterni magari dovuti ad interventi di Procura e Prefettura, lascerà tutto così com’è: Pannone candidato a sindaco per il bis e coalizione di civiche a stampo leghista più la lista di Fratelli d’Italia costruita da Biagio Castaldo, attuale Presidente del Consiglio comunale.

I problemi nascono quando si volge lo sguardo verso l’alternativa. E come storia racconta, il migliore alleato di Pannone e della Lega ad Afragola, ironia della sorte, resta proprio una parte della sinistra, in particolare parliamo di gruppi del Pd e dai Verdi o ex Verdi, legati alla costola ambientalista di Salvatore Iavarone.

Entriamo nei dettagli. Le liste che hanno maggiore consenso e maggiore radicamento in città sono quelle di centro, in particolare “A viso aperto” di Gennaro Giustino. Il quale da candidato sindaco, metterebbe ancora insieme Azione, la lista dei giovani e la civica “Giustino sindaco”. Quattro liste espressione della sua leadership. E la candidatura di Giustino troverebbe gradimento anche in parte di Forza Italia, quella guidata dal consigliere Botta. I problemi al centro arrivano dai consiglieri Caiazzo e Baia. Con un piede all’opposizione e uno nel campo da gioco di Nespoli e Pannone. Non fanno opposizione in aula e sugli atti qualificanti, vedi il Piano urbanistico comunale, Caiazzo e Baia hanno votato a favore. Una posizione da doppiogiochisti che lascia tutti col fiato sospeso per il futuro. Giocano di rimessa e sceglieranno alla fine la coalizione che sulla carta offrirà maggiori garanzie di vittoria. Lega, centro o campo largo in alleanza con la sinistra, per loro non fa nessuna differenza. Hanno un solo obiettivo: vincere.

Discorso diverso per Italia viva. Mimmo Tuccillo ormai, individuato dai centristi come il principale responsabile dei “collaborazionisti” allo scorso ballottaggio a sostegno di Pannone, è diventato il nemico numero uno dei moderati. Quindi, nel partito di Renzi se dovessero prevalere le ambizioni di Tuccillo, Italia viva dovrà isolarsi a sinistra per poi tornare a sostenere sottobanco Pannone al ballottaggio pur di determinare, ancora una volta, la sconfitta del centro. Se dovesse, invece, prevalere, la linea di Annalisa Salzano, figura vicina all’ex sindaco Tuccillo ma dotata di autonomia e intelligenza politica, Italia Viva potrebbe guadagnarsi un ruolo da protagonista al centro proprio in alleanza con le civiche e la coalizione di Giustino.

A sinistra c’è tanta buona volontà, soprattutto nei giovani del Pd, ma scarsa capacità di incidere sui temi, complice pure l’assenza di un rappresentante democratico dal civico consesso. Il Pd e il Movimento Cinque stelle, da soli, non sono autosufficienti nemmeno per accedere al ballottaggio. Allora hanno di fronte due strade obbligate: schierare il solito candidato di bandiera al primo turno e poi al ballottaggio dichiarare il non voto e lasciare libertà di coscienza favorendo poi nell’urna Pannone e Nespoli. Come avvenuto alle ultime amministrative, almeno per una parte dei democratici. Oppure, riconoscere chi sul campo la leadership se l’è conquistata con battaglie costanti e continue su temi spinosi, assumendosi la responsabilità di metterci la faccia e di caricarsi lo studio di tutti gli atti settore per settore. Portando in aula e in altre istituzioni tutte le zone d’ombra.

Sui grandi temi spinosi e che parlano di presunte illegalità, c’è solo Gennaro Giustino. In larga parte il centrosinistra è assente o nella migliore delle ipotesi va a traino del leader di “A Viso Aperto”. La seconda strada, riguarda il riconoscimento della leadership a Giustino, sostenerlo e vincere le elezioni. Due strade diverse che oggi alimentano e dividono il dibattito nel Pd tra le varie anime. I segnali che arrivano, però, non sono confortanti in vista del campo largo. Pannone e Nespoli fanno, ovviamente, il tifo per la divisione sapendo che al ballottaggio, col centrosinistra fuori gioco, possono, come storia racconta, contare su numerosi collaborazionisti che arrivano proprio da sinistra. Un’anomalia tutta afragolese che trova radici nell’analisi storica del contesto trentennale dominato da una sola medaglia a due volti, quello di Nespoli e quello di Tuccillo.

Poi c’è “Più Europa”, dei consiglieri Iazzetta e De Stefano che si sono chiamati fuori sin da subito dallo sfascio amministrativo della Lega e lavorano alla costruzione di uno schieramento ambizioso alle Amministrative nonostante il gruppo sarà impegnato con un proprio rappresentante candidato alle prossime elezioni Regionali. Un appuntamento che, poi, inciderà anche sulla scelta della coalizione a livello locale.

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AFRAGOLA. Gestione Stadio Moccia. Cifre alte che dovranno garantire la gestione temporanea ai soliti amici dell’Amministrazione

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AFRAGOLA – Anche se intervistando il Prefetto Michele di Bari e domandandogli se ad Afragola si potesse attuare il modello Caivano, egli rispose che non ce n’era bisogno perché le attenzioni dell’Amministrazione ai problemi della città erano quelle giuste, i fatti lo smentiscono categoricamente.

Dopo lo scandalo delle polizze false sull’appalto milionario dell’igiene urbana, le anomalie registrate sull’appalto PNRR per la riqualificazione degli immobili delle Salicelle, l’indagine della Procura piombata su alcune speculazioni edilizie del territorio come quella dell’ex Cinema Splendido, torniamo ad occuparci dello stadio “Luigi Moccia” anch’esso finito sotto la lente di ingrandimento dopo le dichiarazioni del Presidente dell’AC Afragolese Raffaele Mosca quando asserì di dover pagare, sottoforma di sponsor, il fitto per l’uso del campo centrale all’attuale “gestore temporaneo” dello stadio.

Da allora nulla è cambiato. Lo stadio è nei fatti sempre sotto la gestione del Presidente del Consiglio Biagio Castaldo e dei suoi sodali, così come dichiarato anche dal Segretario del PD locale Pasquale Rosario Iazzetta e mentre prorpio i dem si sono battuti affinché sullo stadio venisse fatta chiarezza e venisse attuato il regolare iter burocratico per il bando di indizione pubblica sulla gestione, la montagna partorisce il topolino.

È di pochi giorni fa – il 19 marzo scorso – la delibera di giunta che decide le quote annuali per la gestione dell’intero complesso sportivo “L. Moccia” che comprenderebbe un campo da calcio, palazzetto dello sport, bocciodromo, campo da rugby, n.2 palestre coperte, oltre che un blocco
spogliatoi a servizio esclusivo del campo di calcio, 3 blocchi spogliatoi a servizio del palazzetto e delle 2 palestre, pista di atletica da completare, tribune e aree di parcheggio.

La cifra riportata e firmata dalla giunta è pari a € 127.321,85 oltre iva. Praticamente una cifra blu. Un bando di gara che, se riporterà tale cifra per il noleggio dell’intero complesso sportivo, sicuramente andrà deserto, dato che si è scelti di rendere l’offerta inappetibile.

Ma questo è un modus operandi della gestione reale di questa Amministrazione. È successo anche con i campetti antistanti il rivenditore “Leroy Merlin” e succederà anche col Moccia. Perché alla fine il temporaneo dovrà diventare permanente e gli attuali gestori, dovranno continuare ad egemonizzare sul complesso a spese dei contribuenti, dato che le utenze, in questo caso sono a carico dell’ente normanno.

La conferma della mia tesi sta nel fatto che a distanza di sei giorni dalla firma sulla delibera sopra citata, ossia il 25 marzo scorso, l’Amministrazione Pannone negli uffici comunali di Via Leutrek, firma l’autorizzazione per la gestione temporanea del campo da Rugby all’Associazione “U.S. Rugby Afragola”. Quindi, premesso che non si conoscono le regole di ingaggio di tale concessione ma cosa succede se prossimamente verrà indetta la gara per la gestione dell’intero complesso e si dovesse presentare un operatore economico interessato? Questi poveri cristi dell’US Rugby Afragola dovranno sloggiare e restare di nuovo senza campo? O nel bando di gara verranno pure imposte le cifre di fitto per le associazioni del territorio?

Ovviamente, facendo la parte dell’avvocato del diavolo noi siamo sicuri che il prezzo alto di gestione contemplato nella delibera di cui sopra, funga proprio da deterrente nei confronti di chi vive di gestione di impianti sportivi.

Un’altra anomalia che c’è da registrare e che sarebbe bello se l’Amministrazione Pannone ci rendesse edotti è che nella delibera di giunta del 19 marzo scorso si legge questo piccolo passaggio: “gli spogliatoi del campo da rugby sono inutilizzabili in quanto vandalizzati”. Allora ci si domanda come si fa ad affidare la gestione di un campo senza l’uso degli spogliatoi? E perché i cittadini afragolesi devono sempre accontentarsi del meno peggio? Perché i rugbisti afragolesi dovranno rischiare una patologia polmonare ogni volta che ci si allena? Ai posteri l’ardua sentenza.

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AFRAGOLA. Polizze false sui rifiuti, arriva la conferma. Situazione simile anche sul cimitero?

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Afragola. Non c’è tempo per scanddalizzarsi sull’annuncio dell’opposizione in merito alla conferma al Municipio sulle polizze false presentate dall’impresa a garanzia dell’appalto sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, che rimbalza un’altra notizia che attende conferma: le prime verifiche sulla procedure legate alla vendita dei terreni nel cimitero potrebbero rivelare la stessa situazione certificata sui rifiuti. Il rischio polizze false anche su questo settore potrebbe concretizzarsi in queste ore. E sarebbe davvero la ciliegina sulla torta per un’amministrazione che continua a passare da uno scandalo all’altro sin dall’inizio di questa esperienza. E nesusno può sapere quanto il “peso” del sottosegretario di Stato, Pina Castiello, anche vicesindaco di Ahragola, riuscirà, come spiegano in maggioranza, a tenere alto lo scudo a tutela di Pannone, scongiurando interventi di Prefettura. Anche perché, dato oggettivo, ad Afragola stanno accadendo cose sicuramente più gravi ed evidenti rispetto a Comuni caduti sotto la scure dell’Antimafia.

C’è tensione al Comune e nelle prossime ore si attende di capire cosa farà l’amministrazione nei confronti dell’impresa che ha presentato polizze false a garanzia dell’appalto sui rifiuti e se lo stesso caso riguarderà anche il cimitero. Per il momento, il sindaco Pannone e Pina Castiello si trincerano dietro un silenzio imbarazzato. Una vera e propria strategia che punta a mettere la polvere sotto al tappeto. L’ordine è secco: evitare di parlare e di alimentare il più possibile polemiche proprio per tenere l’esecutivo e il Municipio lontani dai riflettori e da possibili interessi delle istituzioni sovracomunali. Baqsterà lo “scudo” del governo amico per fermare istituzioni sovraocmunali? Staremo a vedere.

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