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NAPOLI, Ospedale del Mare: apre ambulatorio del piede diabetico

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“Il cronoprogramma è stato rispettato. Adesso l’intera divisione, che conta 13 posti letto di degenza ordinaria e 3 di day surgery, è destinata a diventare un centro di eccellenza. Dal 30 giugno, data dell’apertura del day-surgery di chirurgia vascolare, sono stati effettuati circa 100 interventi, 2 dei quali innovativi di chirurgia rigenerativa in pazienti con ulcere, che non guarivano da anni, tramite innesti di cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo ed iniettate intorno ed al di sotto della lesione, riuscendo a salvare molti arti destinati all’amputazione”, così il dottore Francesco Pignatelli, responsabile UOC di Chirurgia Vascolare della nuova struttura sanitaria dell’area est della città.

“Il piede diabetico è la complicanza più invalidante dell’iperglicemia cronica trascurata. Lo stato patologico condiziona negativamente la qualità di vita del paziente, tanto da richiedere una scrupolosa e costante igiene dei piedi supportata da frequenti controlli medici. Un piede trascurato può provocare la formazione di ulcere, piaghe ed infezioni che possono in breve tempo diffondersi nei tessuti limitrofi fino ad arrivare alla gangrena e nei casi più gravi all’amputazione”.

“Grazie al lavoro di un’equipe multidisciplinare, composta da diabetologi, ortopedici, internisti, angioradiologi e chirurghi vascolari che effettua interventi di rivascolarizzazione del piede diabetico associati a tecniche chirurgiche di demolizione minimale e ricostruzione tissutale di avanguardia, è possibile salvare molti pazienti dall’amputazione maggiore – rileva il responsabile UOC dell’Ospedale del Mare – In Italia, vengono effettuate ogni anno circa 13 mila amputazioni, il 58% per piede diabetico pari a 7000 interventi, 2067 riguardano la gamba o la coscia. I numeri sono allarmanti: il 15% dei diabetici che ha un’ulcera al piede andrà incontro ad amputazione, il 50% degli amputati subirà entro 5 anni una seconda amputazione e la metà degli amputati ha un elevatissimo rischio di morte entro i successivi 3 anni. Eppure il piede diabetico si può prevenire e, quando insorge, può essere adeguatamente curato, scongiurando l’amputazione. Purtroppo il paziente spesso non si rende conto dei rischi a cui va incontro”.

“L’84% delle amputazioni è dovuta a un’ulcera del piede aggravatasi nel tempo. Oggi esistono nuove tecniche in grado di trattare l’ulcerazione cutanea e di conseguenza ridurre le amputazioni. Obiettivo di qualsiasi intervento è un piede guarito e nello stesso tempo in grado di permettere una deambulazione il più possibile priva del rischio di sviluppare ulteriori lesioni. Le persone diabetiche che non hanno mai avuto lesioni devono sottoporsi a controlli annuali, mentre chi ha avuto pregresse ulcerazioni necessita di visite trimestrali o semestrali”, conclude Pignatelli.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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