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CASAVATORE – In primavera cadono i giudizi.

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CASAVATORE – La politica alla sbarra

Clima pesante, negli ambienti della vecchia politica casavatorese: dopo lo scioglimento dell’assise comunale, pare stiano per fioccare i rinvii a giudizio. Le indagini, ormai concluse, restituirebbero un quadro agghiacciante, mettendo in luce solidi rapporti di lungo corso tra politici e criminalità locale, che hanno evidenziato procedure tutt’altro che trasparenti, quali voto di scambio con l’aggravante del metodo mafioso ed altre amenità. Le ragioni dello scioglimento, del resto, narrano di coinvolgimenti non certo occasionali, allontanando così le speranze di un accoglimento del ricorso recentemente presentato dagli amministratori destituiti. Intanto i protagonisti di questa triste vicenda sembrano essere scomparsi dalla scena, ad eccezione dei militanti del Pd, che domani sono chiamati a scegliere, attraverso le discusse “primarie” a pagamento, il nuovo segretario nazionale del partito la cui variegata coalizione a Casavatore ha contato numerosi indagati tra eletti e candidati e che domani pare, molto verosimilmente, possa essere “commissariato” per garantire il regolare svolgimento delle consultazioni. A ciò si aggiunga la possibilità che numerosi amministratori, indagati e non, potrebbero essere invitati a comparire in Tribunale per la declaratoria di incandidabilità, che costringerà buona parte di loro a saltare almeno un paio di tornate elettorali. Che sia questa l’occasione giusta per “bonificare” il territorio da una politica sempre meno attenta alle necessità dei cittadini? Ci auguriamo, di vero cuore, che non si assista al “revamping” della classe politica locale, con il solito avvicendamento generazionale, all’interno del quale cercheranno il proprio spazio gli “amici degli amici”: comportamento, questo, fortemente diffuso nelle realtà delle amministrazioni rimosse per gravi motivi.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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