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POLITICA

Asse Mediano, interrogazione parlamentare, troppo pericoloso.

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Arriva in Parlamento il caso sicurezza sull’Asse Mediano di Napoli. A sollevarlo è la deputata Michela Rostan, del gruppo Articolo 1 – Democratici e Progressisti, che ha presentato una interrogazione al Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, per segnalare la situazione di emergenza della importante arteria stradale e per chiedere interventi urgenti.

“Lo scorso 25 gennaio – scrive la parlamentare -, sulla strada a scorrimento veloce della provincia di Napoli è stata travolta e uccisa una donna di 65 anni; pochi giorni dopo, sulla stessa strada, una ragazza di 21 anni ha perso la vita dopo che l’auto sulla quale circolava è andata a schiantarsi contro un guard-rail.

L’Asse mediano conta una storia drammatica di incidenti stradali, a volte mortali, altre volte con tamponamenti a catena, molti feriti. Gran parte degli incidenti sono causati dall’alta velocità, in qualche modo incoraggiata dall’assenza di meccanismi elettronici di sanzione del superamento dei limiti; altre cause sono riconducibili alle condizioni strutturali della lunga strada, che manca, in alcuni punti, di visibilità a causa di un’inadeguata manutenzione dei cigli stradali; che risente di una scarsa qualità del manto stradale; che presenta danneggiamenti in vari punti al sistema di barriere protettive.

C’è una vera e propria emergenza legata alla sicurezza pubblica lungo quell’arteria, a cui si dovrebbe rispondere con un intervento straordinario di messa in protezione della strada, con meccanismi di rilevamento elettronico della velocità, con strumenti di dissuasione delle condotte pericolose, con interventi strutturali radicali e con un aumento dei controlli. In ragione di tutto questo chiesto anche al Governo, oltre che alle autorità preposte, un intervento a protezione della pubblica incolumità e a tutela della sicurezza dei cittadini”.

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POLITICA

L’ex Assessore Raffaele De Luca: “Pronto a sostenere l’On. Cirielli alla presidenza della Regione Campania”

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“Sono consapevole che parlare di politica in questo periodo è difficile in città, ma sono sicuro che Scafati sarà protagonista alle prossime elezioni regionali, sono alcuni mesi che lavoro per creare un gruppo a sostegno del candidato alla presidenza Regionale, e di un nome per la quota Rosa per il Consiglio.


Il centrodestra campano è unito sul nome dell’ On. Cirielli, candidato perfetto per la presidenza, politico di alto spessore e di grande affidabilità.
Pronto a sostenere un nome per la quota Rosa, una candidata del territorio e perché no di Scafati sarebbe il giusto binomio per il nostro sostegno elettorale.

Sono alcuni mesi che adopero le mie forze per creare un gruppo che sostenga il candidato alla Presidenza regionale e una candidata per la Quota rosa per il Consiglio. Il Centrodestra campano è unito nell’appoggio all’ On. Cirielli, candidato perfetto per tale incarico, essendo politico di alto spessore, di integralità e di grande affidabilità. Uguale supporto sarebbe offerto a chi volesse candidarsi per la Quota rosa, in modo da garantire la parità di genere. Sarebbe auspicabile che tra la rosa dei nomi, risaltasse un nominativo scafatese.
Sarebbe il giusto binomio per il nostro sostegno elettorale”.

Le parole dell’ex Assessore Raffaele De Luca.

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Politica

Ddl Sicurezza, protesta alla Federico II di Napoli

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No al Ddl paura. Cosi è stato ribattezzato il decreto sicurezza 1660 dagli studenti napoletani che lo hanno anche scritto su uno striscione esposto alla facoltà di lettere della Federico II.

Oltre allo striscione gli studenti hanno anche affisso numerose locandine con la scritta «I servizi segreti ci stanno spiando» con il disegno stilizzato dell’ occhio del Grande fratello di Orwell.

Questa iniziativa – hanno spiegato i promotori della protesta – è stata organizzata dalla rete A pieno regime – no Ddl Sicurezza in previsione della mobilitazione per il 15 e 16 aprile, giorni in cui probabilmente il 1660, il Decreto paura, verrà votato».


(fonte: ilmattino.it)

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Attualità

Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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