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POLITICA

Un segnale funesto per il Calcio Napoli

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L’ho visto sui giornali, e dove altrimenti? Aggiunge un altro pezzo -e non vi dico di cosa- al suo folto curriculum mediatico, quello fatto di incontri con ministri, trasmissioni televisive, pubblicazioni di  libri, foto in compagnia di personaggi più o meno noti, mentre il suo quartiere muore e si dimena nella morsa dello spaccio e della povertà, della voglia di riscatto e dell’omertà.

Non vi farò il suo nome, mi comporto come chi ha scritto dell’esposto anonimo ai Carabinieri (quello che taccia la maggior parte della politica caivanese di essere asservita alla camorra)  su un altro giornale locale. Eppure, anche in quel caso, noi di Minformo, i nomi li facemmo.

Perché i nomi fanno paura, perche la camorra non ci pensa due volte prima di agire, è un veleno ignorante che sa bene come uccidere e in questo caso non lo nomino non perché mi fa paura, bensì vorrei che si leggesse tra le righe.

Quando sai che si confonde l’Ostensione con l’ostentazione, allora sai pure che bisogna cominciare a preoccuparsi. Quando l’uomo mette al centro dell’universo se stesso finisce sempre per causare danni, da quello di Adamo ed Eva a quello della prima Atomica.

Allora direi che, in questo caso, questo personaggio, attore talentuoso e trasformista di fame superiore ad Arturo Brachetti, colui che conosce bene come attirare a se fama e folle, ha superato se stesso, merita un applauso.

Ha ostentato la sua persona anche durante la celebrazione della Messa per il Calcio Napoli, ha ostensato se stesso ostentando uno dei maggiori sette vizi capitali, la superbia che, non a caso, compare per primo nell’elenco stilato dal suo datore di lavoro.

Fossi al posto dei tifosi mi toccherei, volendo parafrasare il buon Bonolis, “le pudenda”. È profetico farsi fotografare insieme a chi ha costruito sul fumo e sulla monnezza la sua fortuna. Non vorrei che questo fosse un campionato di fumo e di monnezza, appunto.

Occhio ragazzi!

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Politica

Ddl Sicurezza, protesta alla Federico II di Napoli

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No al Ddl paura. Cosi è stato ribattezzato il decreto sicurezza 1660 dagli studenti napoletani che lo hanno anche scritto su uno striscione esposto alla facoltà di lettere della Federico II.

Oltre allo striscione gli studenti hanno anche affisso numerose locandine con la scritta «I servizi segreti ci stanno spiando» con il disegno stilizzato dell’ occhio del Grande fratello di Orwell.

Questa iniziativa – hanno spiegato i promotori della protesta – è stata organizzata dalla rete A pieno regime – no Ddl Sicurezza in previsione della mobilitazione per il 15 e 16 aprile, giorni in cui probabilmente il 1660, il Decreto paura, verrà votato».


(fonte: ilmattino.it)

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Attualità

Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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POLITICA

Il piano dell’Unione Europea per preparare i cittadini a un’eventuale guerra

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Un kit di sopravvivenza con acqua, cibo, medicine e batterie. Per resistere tre giorni. In caso di guerra, disastri naturali o altri stati di crisi. La Commissione Europea lo ha presentato nella mattinata di ieri 26 marzo a Bruxelles.

Uno dei punti che impatta maggiormente sulla percezione dei cittadini è sicuramente quello che riguarda la preparazione di una borsa contenente tutto il necessario per essere autosufficienti per 72 ore, ritenute le più critiche per la sopravvivenza in caso di conflitto armato o altra crisi.

A spiegarlo in un’intervista all’Afp è la Commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib: “Sosterremo gli Stati membri nella preparazione di quello che viene chiamato un kit di resilienza, in modo che tutti i cittadini siano pronti a resistere e a essere strategicamente autonomi per almeno 72 ore”. 

I prodotti ritenuti indispensabili sono una decina, tra cui acqua, cibo e medicinali di base, torcia elettrica, fiammiferi, power bank e documenti in una custodia impermeabile.

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