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CAIVANO: Centro storico, per motivi tecnici, si ritarda l’avvio dei lavori in Via Don Minzoni

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CAIVANO: Era previsto per il 19 Luglio scorso, l’avvio dei lavori del rifacimento della rete fognaria e manto stradale di Via Don Minzoni, anche questi appartenenti al 1° stralcio dei lavori di rivalutazione del centro storico di Caivano. Da fonti attendibili, si apprende che il motivo del ritardo è dovuto al protrarsi della fine dei lavori in Via Mercadante poiché, sono stati riscontrati seri problemi alla rete idrica, in quanto fatiscente e di antica manifattura, in alcuni tratti sono stati redatti ordini di servizio appositi, che obbligavano la ditta esecutrice dei lavori di sistemare con tubazioni nuove le parti inutilizzabili e portare la rete idrica di Via Mercadante ad un’equa distribuzione del flusso d’acqua, in modo da soddisfare tutte le esigenze dei residenti, ovviando anche al problema della mancanza d’acqua che avevano i cittadini residenti agli ultimi piani della stessa via.

All’inizio degli scavi di Via Mercadante si è subito resi conto che la rete fognaria fatta da “spallette” in muratura, era già crollata da diverso tempo, permettendo così alle acque reflue di penetrare nelle fondamenta degli edifici adiacenti, stessa situazione si prospetta anche per Via Don Minzoni che, come da computo metrico era già previsto il rifacimento della rete fognaria ma che molto probabilmente si dovrà mettere mano anche alla rete idrica che a quanto pare ha la stessa età di quella di Via Mercadante, lavori quest’ultimi non contemplati nel computo metrico.

La domanda che si devono porre i cittadini caivanesi è la seguente: se in due strade così piccole si sono avuti tanti problemi, come mai in strade ancor più antiche ma non sorvegliate dalla cittadinanza attiva, si è tutto fatto in fretta, nell’assoluto silenzio e senza alcun problema?

La risposta la ritroveremo presto nelle indagini che sta portando avanti l’ANAC e la procura della repubblica, a seguito di interrogazioni parlamentari e segnalazioni fatte da parte di cittadini svegli.

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A Napoli la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre

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Nella solennità di San Francesco di Paola, patrono della “Gente di Mare”, nella omonima Basilica Pontificia di Napoli, in piazza del Plebiscito, a Napoli, si è tenuta la celebrazione in memoria dei caduti di tutte le guerre, di terra, di cielo e del mare.

Numerosa la partecipazione di autorità civili e militari, tra cui il Viceprefetto di Napoli, Dario Annunziata, dell’Ammiraglio Ispettore della Marina Militare Pierpaolo Budri, del presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Napoli Antonio Varriale.

È stata deposta una corona in memoria dei caduti a cura dell’Anmi, mentre il Presidente della Delegazione Provinciale dell’Oncsc Alfredo Migliaccio ha ribadito lo spirito di cooperazione tra le componenti associative d’arma, che rendono viva la memoria di chi ha combattuto per garantire la nostra stessa esistenza.

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Effetto dazi sulle Borse mondiali: “rischio di recessione per l’economia mondiale”

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I dazi di Trump “liberano l’America” ma fanno crollare i mercati, da Parigi (-3%) a Wall Street (-2,76%), con il Nasdaq in calo di oltre il 4%.

Milano lascia sul campo il 2,8%. Francoforte il 2%, Londra l’1,43%, favorita da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi, e Madrid l’1,23%. Il crollo del greggio (Wti -7% a 66,67 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio frenano Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%).

“Le prospettive per l’export e l’impatto diretto e indiretto dei dazi sono un grosso motivo di preoccupazione“. Lo si legge nel resoconto (minute) della riunione della Bce del 5 e 6 marzo, che dà conto anche dei dubbi dei Governatori sul segnale da dare sui tassi d’interesse: i membri del Consiglio direttivo giudicavano “importante” che la comunicazione non dia un segnale in alcuna direzione in vista del meeting di aprile, “tenendo sul tavolo sia un taglio dei tassi che una pausa, in funzione dei dati in arrivo”.


(fonte: Ansa)

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Commercio, sempre più negozi cittadini e centri commericali chiudono con ricadute sull’occupazione

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Sempre più negozi cittadini chiudono con ricadute sull’occupazione.
Se ne apre uno, abbassano la serranda tre, secondo un noto sindacale nazionale di settore.
La crisi è stata acuita ultimamente dalle vendite on-line con consegna a domicilio, di questo passo si rischia che i centri urbani, senza più esercenti, diventino città-dormitori, più brutte, deserte e anche più pericolose.

“Assolutamente sì, è indispensabile un intervento dall’alto per fermare questa deriva che sta arricchendo sempre gli stessi colossi globali e impoverendo le economie locali. In Italia, il commercio fisico è stato lasciato senza strumenti per competere – dice Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’associazione dei direttori dei centri commercialiAltri Paesi – continua – hanno capito il rischio e hanno agito: la Francia ha imposto una tassazione sui giganti del web per riequilibrare la concorrenza, la Germania ha investito nel supporto tecnologico ai negozi e il Regno Unito ha ridotto le imposte sugli esercizi commerciali per abbattere i costi di gestione. Nel nostro Paese, invece, non si è fatto nulla di tutto questo, con il risultato che le chiusure aumentano e i centri urbani si svuotano. Senza una strategia nazionale che includa sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e una regolamentazione più equa per l’e-commerce, il commercio locale sarà destinato a scomparire, con conseguenze gravissime sul PIL, sull’occupazione e sulla qualità della vita nelle nostre città.”

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